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a cura del correttore
don Giovanni Corti
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MOMENTO
DI RIFLESSIONE PASQUA
2008
Che cos'é che fa correre l'apostolo Giovanni al sepolcro?
Egli ha vissuto per intero il dramma della Pasqua, essendo
molto vicino al suo maestro. Ci sembra perciò
inammissibile
un'affermazione del genere: "Non avevano infatti
ancora compreso la Scrittura". Eppure era proprio così:
non meravigliamoci allora di constatare l'ignoranza attuale,
per molti versi simile. Il mondo di Dio, i progetti di Dio
sono così diversi che ancor oggi succede che anche chi è
più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti.
"Vide e cedette". Bastava un sepolcro vuoto perché
tutto si risolvesse? Credo che non fu così facile. Anche nel
momento delle sofferenze più dure, Giovanni rimase vicino al
suo maestro. La ragione non comprende, ma l'amore aiuta il
cuore ed aprirsi e a vedere. È l'intuizione dell'amore che
permette a Giovanni di vedere e di credere prima di tutti gli
altri. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore
fedele. Un'amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È
possibile? Io credo che la vita ci abbia insegnato che
soltanto Dio può procurarci ciò. È la testimonianza che ci
danno tutti i gulag dell'Europa dell'est e che riecheggia
nella gioia pasquale alla fine del nostro millennio.
MOMENTO
DI RIFLESSIONE QUARESIMA 2008
Nicodemo
(Gv. 3, 1-21) SPETTATORI O PROTAGONISTI?
Lo
stesso miracolo accaduto a Nicodemo può accadere anche a
noi: perché anche in questa Pasqua ormai vicina possiamo
imparare dal Signore crocifisso a vincere le nostre
incertezze, attraversando finalmente la vita non più da
spettatori ma da protagonisti.
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