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MISERICORDIA
U.O.
Protezione Civile
CCR
ASLA Latignano
Cimitero di
Latignano
GRUPPO FRATRESs
GRUPPO
AIDO
CENTRO
SOCIALE
LATIGNANO
LINKS
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CAPITOLO 1
LE TRE
ASSOCIAZIONI
LATIGNANESI
1.I
INTRODUZIONE
La fondazione
della
Confraternita di
Misericordia di
Latignano,
risale
ufficialmente al
13 marzo 1910.
Questa data, in
realtà, ha il
significato
simbolico della
unificazione di
tre entità
associative ben
distinte:
La
Compagnia di
Latignano
sotto il titolo
del SS.
Sacramento, di
Maria SS. del
Soccorso e del
patriarca San
Giuseppe, le cui
origini
risalgono al
1710. La
congregazione
laicale venne
canonicamente
eretta nella
chiesa
parrocchiale con
decreto
Arcivescovile il
4 dicembre 1802;
La Brigato
di Latignano
della
Misericordia di
Cascina,
costituita dal
Magistrato della
Misericordia di
Cascina con
delibera del 23
luglio 1901;
Il
Comitato pro
Misericordia a
Latignano,
costituito
nell’anno 1904
dai sig.
Cecchetti Dino e
Nassi Eugenio.
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1.II
LA COMPAGNIA
DI LATIGNANO
La
Compagnia, o
Congregazione
laicale
canonicamente
eretta nella
Venerabile
chiesa dei SS.
Pietro e Paolo
Apostoli a
Latignano con
decreto
dell’illustrissimo
Monsignore
Arcivescovo di
Pisa del 4
dicembre 1802
sotto gli
augusti titoli
del SS.
Sacramento, di
Maria SS. del
Soccorso e del
Patriarca S.
Giuseppe,
protettore
specialissimo
dei moribondi.
Agli inizi del
XX secolo, la
Compagnia, venne
arricchita di
molte indulgenze
dalla Santa Sede
Apostolica e fu
aggregata alla
congregazione
principale del
Gesù di Roma con
tutte le
indulgenze e i
privilegi ad
essa concessi.
Indulgenze
della Compagnia:
1.
Indulgenza
planetaria nel
giorno in cui
saranno iscritti
alla
congregazione;
2.
Indulgenza
planetaria
nell’articolo
della morte;
3.
Indulgenza
planetaria nelle
tre feste
principali
titolari della
Congregazione:
Corpus Domini,
Natività di
Maria SS. e San
Giuseppe;
4.
Indulgenza di
sette anni ed
altrettante
quarantene nelle
feste della
purificazione,
Annunciazione,
Natività e
Concezione
Immacolata della
Beata Vergine
Maria;
5.
Indulgenza di 60
giorni per
qualsiasi opera
pia.
Suffragi
della Compagnia:
1.
Nella
morte di un
fratello, o
sorella, saranno
celebrate 8
Messe compreso
la cantata;
2.
Nella
morte di un
fratello, o
sorella, sarà
cantato il primo
notturno
dell’ufficio dei
morti;
3.
Due
esposizioni ogni
mese ad
intercessione di
San Giuseppe per
la grazia di una
buona morte per
tutti i
benefattori
viventi;
4.
24 Messe
per anno, parte
per i vivi,
parte per i
morti;
5.
Uffizi e
Messe sciolte
che si celebrano
a qualunque
altare della
chiesa di
Latignano sono
privilegiare,
come dette
dall’Altare
privilegiato
Gregoriano.
Obblighi agli iscritti:
1.
Ogni anno
entro il mese di
settembre la
tassa di un
pavolo;
2.
Nella
morte di un
fratello o di
una sorella la
recita del
Notturno dei
Morti e la terza
parte del
rosario
Avvertimenti
agli iscritti:
1.
Chiunque
vorrà iscriversi
alla compagnia
dovrà pagare un
pavolo;
2.
Qualunque
fratello o
sorella non
abbia pagato la
tassa per tre
anni, si intende
escluso dalla
Congregazione,
inoltre, non
avrà diritto ai
suffragi;
3.
Nella
Congregazione
non sono ammesse
persone che
hanno
oltrepassato i
cinquanta anni;
4.
La
cartella, in
caso di morte di
un fratello o
sorella, munita
dell’attestato
del proprio
parroco del
defunto dovrà
rimettersi al
Correttore, che
è il Parroco
pro-tempore per
passare ai
Suffragi.
Quando
venne fondata la
Misericordia di
Latignano, era
Correttore della
Compagnia il
parroco di
Latignano don
Pellegrino
Magagnino.
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1.III
LA BRIGATA DI
LATIGNANO DELLA
MISERICORDIA DI
CASCINA
La Brigata di
Latignano
dell’Arciconfraternita
Reale della
Misericordia di
Cascina venne
costituita con
delibera del
Magistrato il 23
luglio 1901, in
conseguenza
dell’avvenuto
iscrizione di
molti
latignanesi alla
Misericordia di
Cascina.
Il Magistrato
nominò capo
della guardia
della Brigata di
Latignano il
fratello
Cecchetti Dino,
disponendo che
tutti i servizi,
che sarebbero
stati necessari
nella frazione
di Latignano,
doveva muoversi
dalla sede di
Cascina, ad
eccezione della
muta degli
infermi e
l’assistenza
agli anziani.
Il 7 dicembre
1901 il parroco
don Serafino
Franchi è
nominato
cappellano della
brigata di
Latignano. Il 17
aprile 1902, su
richiesta dei
fratelli
latignanesi, il
Magistrato di
Cascina
autorizza
l’apertura di un
piccolo
ambulatorio a
Latignano,
incaricando
Cecchetti Dino e
Taddei Ferdinado
di provvedere
alla stanza che
si presti al
servizio di
medicazione,
facendo a sua
volta il
necessario per
le prime cure
dei feriti.
Durante
l’assemblea del
Magistrato
dell’11 gennaio
1903 il
governatore
presenta le
dimissioni di
Cecchetti Dino e
Nassi Eugenio(3).
Il 27 aprile
1903 alcuni soci
vennero radiati
per morosità.
Viste le
dimissioni del
Capo della
Guardia
Cecchetti Dino,
il Magistrato il
15 novembre 1903
nomina Taddei
Ferdinando il
quale vi rimase
fino alla
fonazione della
Misericordia di
Latignano.
L’unico
riferimento
della Brigata di
Latignano sulla
stampa e memoria
dell’epoca,
appare in
occasione della
caduta della
campana dal
campanile
avvenuta il 20
giugno 1909, che
ferì gravemente
Casetti
Giovanni, il
quale fu
trasportato a
Cascina dai
Militi della
Brigata della
Misericordia e
successivamente
all’ospedale di
Pisa con il
carro lettiga
della
Misericordia di
Cascina.
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|
1.IV
IL COMITATO
PRO MISERICORDIA
A LATIGNANO
Il Comitato,
costituito nel
1904 da
Cecchetti Dino e
Nassi Eugenio
(dopo che si
erano dimessi
dalla
Misericordia di
Cascina),
raccolse come
membri i
fratelli della
Brigata di
Latignano
radiati
dall’elenco dei
soci della
Misericordia di
Cascina nel
1903, per
morosità.
In realtà questi
soci si erano
rifiutati di
pagare la quota
annua, per
protestare
contro la
cessazione del
servizio di
ambulatorio per
le medicazioni a
Latignano.
Il Comitato ebbe
un’importanza
determinate per
la costituzione
di una
Misericordia
autonoma nel
nostro Paese,
trovando un
forte alleato
nel nuovo
parroco di
Latignano don
Pellegrino
Magagnino,
giunto nel 1908.
Quando venne
fondata la
Misericordia
Cecchetti Dino
ere sempre il
presidente del
Comitato per la
Misericordia a
Latignano.
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CAPITOLO 2
LA NASCITA DELLA
MISERICORDIA
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|
2.I
GLI UOMINI
DETERMINATI
Gli uomini
determinati, che
nell’interesse
comune della
popolazione
latignanese, fra
molte incertezze
e dubbi
portarono a
conclusione nel
1910
l’unificazione
delle tre
associazioni
locali, furono
Cecchetti Dino
come presidente
del Comitato pro
Misericordia a
Latignano, don
Pellegrino
Magagnini come
correttore della
Compagnia di
Latignano e
Taddei
Ferdinando come
Capo della
Guardia della
Brigata della
Misericordia di
Cascina e
presidente della
Pia Società
delle Cappelle
(ente che
gestiva il
cimitero di
Latignano).
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|
2.II
LO
SCIOGLIMENTO DEI
TRE ENTI
Le assemblee per
lo scioglimento
delle tre entità
associative
latignanesi per
la loro
unificazione
nella
Misericordia di
Latignano
vennero
convocate nei
mesi di
settembre ed
ottobre del 1910
e furono
traumatiche.
Il Comitato per
la Misericordia
a Latignano
aderì
all’unanimità
alla
Misericordia.
La Compagnia di
Latignano, in
assemblea non
raggiunse un
accordo ed a
nulla valsero le
pressioni di don
Magagnino,
fautore della
nuova
Misericordia, si
votò su varie
mozioni,
approvate e
bocciate da
circa il 60% dei
presenti:
Sì – allo
scioglimento
della Compagnia;
Sì – alla
proposta di
celebrare una
Santa Messa per
ogni socio
defunto e una
Santa Messa
solenne annua
per tutti i soci
defunti;
No – alla
proposta che il
Parroco di
Latignano doveva
anche essere il
presidente della
Misericordia;
No – alla
proposta che
dovevano
rimanere integri
per i soci della
compagnia i
privilegi delle
celebrazioni e
dei suffragi.
La Brigata di
Latignano della
Misericordia di
Cascina in
assemblea non
riuscì a
raggiungere
nessun accordo,
neppure per
votare ed in
ordine sparso si
divisero in tre
parti:
La metà dei
fratelli si
dimise dalla
Misericordia di
Cascina e si
iscrisse a
quella di
Latignano,
alcuni si
iscrissero ad
entrambi le
associazioni e
altri che
ignorarono la
Misericordia di
Latignano e
rimasero
iscritti a
quella di
Cascina.
La non unanimità
da parte della
Compagnia e
della Brigata di
confluire nella
nuova
misericordia fu
causa negli anni
successivi di
discordie e
lotte interne
paesane che si
portarono fino
alle scissioni
del 1924 e del
1927.
La prima
scissione
avvenne del 1924
causata da soci
di circa 20
nuclei familiari
in maggioranza
abitanti a Via
di Corte che si
iscrissero o si
riscrissero alla
Misericordia di
Cascina, e pur
rimando iscritti
alla
Misericordia di
Latignano si
erano sempre
rifiutati di
pagare la quota
annua. Il
recupero dei
discendenti di
questa frangia
avvenne degli
anni sessanta
per opera del
dott. Arnardo
Conticelli, ma
ancora oggi ci
sono alcuni
anziani iscritti
ad entrambe le
associazioni.
La seconda
scissione, ancor
più grave,
avvenne del 1927
provocata da qui
soci della
Compagnia di
Latignano che
nel 1910 avevano
votato contro lo
scioglimento
della Compagnia,
e se pur
aderendo alla
Misericordia si
erano sempre
rifiutati di
pagare la quota
sociale,
continuando a
pagarla alla
parrocchia.
Questi soci
trovarono un
involontario
alleato in don
Magagnini, in
quel periodo in
disaccordo con
la Misericordia
in quanto
contrario alla
costituzione
della squadra
ciclistica della
Misericordia,
ritendo che essa
non doveva
svolgere
attività
ricreative.
Furono oltre 50
i soci che si
dimisero e
tentarono di
ricostituire
l’antica
Compagnia, ma
l’iniziativa non
ebbe successo e
se ne perdono le
tracce nel 1928.
La scissione
culminò con la
presentazione,
da parte di don
Magagnini alla
Misericordia, di
un conto di 760£
(cifra notevole
per i quei
tempi) per danni
subiti dai soci
della vecchia
compagnia in
suffragi non
riconosciuti. Il
Consiglio si
rifiutò di
pagare in quanto
nell’assemblea
di scioglimento
della Compagnia
i soci bocciarno
la mozione sui
suffragi.
|
|
2.III
COMITATO PRO
ERIGENDA
MISERICORDIA
Il 13
marzo 1910 dopo
l’assemblea di
scioglimento
della Compagnia,
venne costituito
un Comitato pro
erigenda
Misericordia
composto da
rappresentanti
di tutte le
associazioni
latignanesi. Il
comitato era
composto da: don
Pellegrino
Magagnini,
Pescaioli
Giuseppe fu
Agostino, Bacci
Angiolo di
Leopoldo,
Genovesi Cesare,
Cecchetti Dino,
Genovesi Pietro,
Guerrini
Domizio, Frosini
Angiolo, Orsucci
Angiolo,
Marrucci
Agostino,
Macchia Primo,
Testi Antonio,
Signorini
Fernando, Cei
Giovanni fu
Giuseppe,
Genovesi
Giovanni,
Carpita Angiolo,
Picchi Valente,
Benvenuti
Fioravante, Cei
Giovanni fu
Niccolaio,
Martinelli
Giuseppe di
Giovanni,
Pardossi
Vittorio, Biasci
Domenico, Cerrai
Antonio, Bacci
Benedetto e
Orsini Cesare.
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|
CAPITOLO 3
LE PRIME
ASSEMBLEE
|
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3.I
L'ASSEMBLEA
COSTITUTIVA
Nell’assemblea,
che si può anche
chiamare
costitutiva, del
13 Marzo 1910,
oltre alla
decisione di
costituire un
Comitato pro
erigenda
Misericordia,
con Presidente
il Correttore
Don. Magagnini e
Segretario
Cesare Genovesi,
vennero
stabilite anche
la quota di
ammissione e la
quota annua,
così trascritte
nei verbali:
È
stato proposto
ed approvato che
la tassa
d’ammissione sia
così ripartita,
cioè: Dai 16 ai
40 anni lire
una, dai
quaranta ai
sessanta anni
lire tre, oltre
i sessanta anni
lire dieci. È
stato pure
approvato che la
tassa annua sia
di lire una,
tanto che per i
fratelli che per
le sorelle
(presenti ai
servizi), e di
lire due per chi
intende essere
assente dai
servizi. Resta
incaricato il
Correttore di
avvertire di
questo
cambiamento
tutti i fratelli
e sorelle fuori
Parrocchia.
La prima
riunione del
Comitato venne
convocata il 19
Marzo 1910, ed
il Correttore
spiegò che il
compito del
Comitato era
di fare il giro
della Parrocchia
e raccogliere
nuovi ascritti,
il suddetto
Comitato si
divida in
quattro parti il
Paese, tutti
accettano non
buona volontà
l’incarico
affidatogli.
Nella riunione
successiva del
15 Aprile 1910
venne stabilito
di fare
l’Adunanza per
l’approvazione
dello statuto e
regolamento e si
domanda in quale
giorno possiamo
farla, si
approva di farla
il giorno 24
corrente, e
viene anche
stabilito di far
fare 100
manifesti alla
tipografia
Bertini di
Cascina.
|
|
3.II
PRIMA
ASSEMBLEA DELLA
MISERICORDIA
L’assemblea
venne convocata
non il 24 Aprile
ma il Primo
Maggio e ne
riportiamo
interamente il
verbale.
L’anno
Millenovecentodieci
e questo dì 1°
Maggio alle ore
17 si sono
adunati nella
Chiesa
Parrocchiale i
fratelli di
questa
Venerabile
Misericordia, in
adunanza
generale per
l’approvazione
dello statuto e
regolamento.
L’adunanza è
dichiarata in
seconda
convocazione.
Il Sig.
Correttore
facente funzione
di Presidente,
ordina al
sottoscritto
Segretario la
lettura dei
verbali
antecedenti, i
quali restano
dai presenti
pienamente
approvati.
Il Sig.
Correttore da
lettura della
statuto e
vengono
modificati
l'articoli
3,5,10,31,33,34
e 51, e così
resta dai
presenti
pienamente
approvato.
Viene pure
data lettura al
regolamento e
resta modificato
l’articolo 60
che dà n° 6
punti di merito
per trasporto
d’ammalato
all’ospedale di
Pisa,n° 4 a
quello di
Pontedera, n° 2
per
accompagnatura
del S.S.
Sacramento
all’abitato di
fratello o
sorella infermi.
E così resta
pienamente tutto
approvato,
inoltre viene
proposto e
approvato che il
servizio deve
essere prestato
dai fratelli e
sorelle fino ai
60 anni, e se
casi di forza
maggiore
impediranno a
fratello o
sorella di
prestare il
servizio,
dovranno
presentare
istanza al
Consiglio di
Amministrazione
il quale dovrà
sul caso
decidere.
.
L’ultima
riunione del
Comitato pro
erigenda
Misericordia ci
fu il 21 Maggio
1910:
Essendoci il
numero legale,
il Presidente
dichiara aperta
la discussione e
viene proposto e
approvato ad
unanimità di far
fare le schede
stampate e di
farle
distribuire ai
fratelli a mezzo
di persona
stipendiate e di
fare l’elezione
il dì 29 Maggio.
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3.III
LE PRIME
ELEZIONI DEL
CONSIGLIO
DIRETTIVO DELLA
MISERICORDIA
Verbale
integrale
dell’elezione
del 1° Consiglio
Direttivo
L’anno
Millenovecentodieci
e dì questo 29
del mese di
Maggio alle ore
7 e minuti 30,
si è adunato
alcuni membri
del Comitato pro
erigenda
Misericordia per
assistere alla
votazione del
Consiglio
Direttivo, già
indetta per
questo giorno.
Ne assume la
Presidenza il
sig. Don
Pellegrino
Magagnini
Parroco, il
quale fa
osservare ai
presenti che
l’urna destinata
a raccogliere i
voti a mezzo di
schede segrete è
affatto vuota,
procede alla
chiusura della
medesima con
chiave e la
consegna al
fratello
Benedetto Cei
che si assenta
dalla sala per
ritornarvi alle
tre (ore
quindici) ora
che termina la
votazione per
dare apertura
all’urna e
procedere allo
scrutinio, in
questo tempo si
è presentato a
votare i
seguenti
fratelli:
Cei Attilio, Cei
Annibale,
Tognini
Pasquale,
Magagnini Don
Pellegrino, Cei
Giovanni fu
Giusepppe,
Genovesi
Giovanni,
Genovesi
Ferdinando, Cei
Benedetto,
Genovesi Pietro,
Cecchetti Adino,
Cei Teofilo,
Genovesi
Eugenio,
Spinelli
Corrado, Frosini
Angiolo,
Braccini
Giovanni,
Genovesi
Ferderigo, Bacci
Fiorentino di
Leopoldo,
Guerrieri
Annibale,
Martelli
Giuseppe,
Guerrieri
Domizio,
Lazzerini
Giovacchino,
Bacci Angiolo,
Paganelli
Giovanni fu
Fosco, Paganelli
Attilio,
Nencioni Luigi,
Nencioni
Valente, Nassi
Giovanni,
Frosini Daniele,
Martini
Giuseppe,
Signorini
Ferdinando,
Genovesi Cesare,
Felloni Luigi,
Pescioli
Giuseppe fu
Agostino,
Signorini
Egidio, Pescioli
Angelo fu Luigi,
Pescioli
Raffaello,
Genovesi Gino,
Paganelli
Giuseppe, Cei
Carlo fu
Niccolaio,
Marrucci
Agostino, Biasci
Ranieri, Fagioli
Cesare, Biasci
Flamminio, Nassi
Antonio, Biasci
Angelo di
Ranieri.
Alle ore 14 e
minuti 45 è
stato proposto
ed approvato dai
presenti di
prolungare la
votazione fino
alle ore 17.
Alle ore 17
presenti vari
fratelli della
Venerabile
confraternita è
dichiarata
chiusa la
votazione e si
procede allo
scrutinio.
Terminato lo
scrutinio è
risultato eletto
i seguenti:
A Presidente Cei
Giovanni fu
Niccolaio con
voti 22, a V.
Presidente
Genovesi Cesare
con voti 24, a
Provveditore
Cecchetti Adino
con voti 22, a
V. Provveditore
Guerrieri
Domizio con voti
9, a Cassiere
Genovesi
Federigo con
voti 23, a
Segretario
Lazzerini
Giovacchino con
voti 18;
Consiglieri: Cei
Giovanni fu
Giuseppe con
voti 13, Frosini
Pietro con voti
11, Tegli Luigi
con voti 10, Cei
Annibale con
voti 9;
Revisori:
Biasci Domenico
con voti 30,
Carpita
Angiolo con voti
30,
Taddei
Ferdinando con
voti 21, Bacci
Angiolo di
Leopoldo con
voti 8
Non essendoci
stata nessuna
contestazione,
il Presidente
dichiara i
suddetti eletti
nelle rispettive
cariche, brucia
le schede alla
presenza dei
soci e dichiara
esaurita la
votazione.
La prima
riunione del
nato Consiglio
Direttivo venne
convocata il 3
Luglio 1910, si
legge nel
verbale:
Dagli interventi
è stata proposta
la nomina di un
Esattore, ma
però
riportandola
all’assemblea
dei soci per
l’approvazione,
il sig. Vice
Presidente
Genovesi propone
ad esattore il
fratello Minuti
Silvio, dando ad
esso il 4%
sull’incasso che
procurerà, sarà
in facoltà del
suddetto
Esattore di
provvedersi di
un aiuto nella
cerca del grano.
Successivamente
il 17 luglio
venne convocata
l'Assemblea
generale dei
soci,
Il Presidente
comunica di
mettere a
partito,
l’approvazione
dell’esattore
Minuti Silvio,
proposto dal
Consiglio.
Questi viene
proposto e resta
approvato
all’unanimità
dei presenti.
Pure viene
approvato di far
fare i
bollettari per
la tassa
d’ammissione a
socio e per la
tassa sociale
annua, ma resta
accordato che
detta tassa sia
divisa in
quattro
trimestri , ed
eseguire il
pagamento come
più comodo al
contribuente,
non vietando
però di pagare
anticipatamente.
Viene
comunicato che
l'Illustrissimo
Sig. Agostino
Remaggi, ha
fatto la domanda
come fratello di
questa
Misericordia, la
domanda viene
accettata per
acclamazione
unanime degli
intervenuti e
contemporaneamente
viene nominato
da tutta
l’Assemblea,
Presidente
Onorario a vita
di detta
Confraternita. |
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